CHIOSCHI: LUCI E OMBRE?

Nell’ultimo mese si è dibattuto tanto sul bando pubblicato dall’Amministrazione per l’apertura di tre nuovi chioschi in altrettante aree verdi più periferiche rispetto quelle del Parco Europa e del Parco della Resistenza.
Se a detta dell’Amministrazione questi chioschi “rappresentano un’opportunità di lavoro per giovani imprenditori”, dal canto nostro non vorremmo che diventassero cattedrali nel deserto. Mentre, infatti, è plausibile l’utilità di un chiosco, come ipotizzato dall’Amministrazione, in un parco come quello della Resistenza (sebbene nei paraggi vi siano ben tre locali che servono la zona) sia per la sua centralità sia per la numerosità delle persone che frequentano tale area, qualche dubbio invece ci assale pensando alle altre aree.

A chi ci taccia di “pessimismo” o di iniziare “polemiche sterili” rispondiamo che, quando si parla di verde, basterebbe davvero poco. Senza scomodare la creazione di chioschi, basterebbe curare un minimo le nostre aree verdi, soprattutto quando a cause di eventi atmosferici (d’estate e d’inverno) tanto più verdi non sono. Basterebbe portare l’esempio dello sfalcio dell’erba del Palasavena: com’è noto, il mancato sfalcio dell’area era diventato quasi un “caso” sui social e sui quotidiani. Se, infatti, per l’occasione la manutenzione era a carico della Città Metropolitana, quest’ultima in virtù dell’interrogazione presentata dall’Avv. Marta Evangelisti (Consigliere Gruppo Uniti per l’Alternativa Città Metropolitana) ha fatto presente che nessuna segnalazione sia pervenuta dall’Amministrazione sanlazzarese.

Che cosa vogliono, quindi, questi incontentabili di San Lazzaro Futura? Piccoli provvedimenti di cura costante del verde, senza tante promesse né roboanti progetti. Pretendiamo tanto? A noi non pare.

 

Alessandro Sangiorgi

Michele Baiesi

Stefano Cavedagna

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *